Pellegrini e pellegrinaggi alle origini della Fiera medievale

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Il crollo dell’Impero Romano (476 d.C) e la disgregazione del mondo antico comportarono la sospensione di tutti i grandiosi spettacoli del Colosseo e del Circo Massimo. Una storia della Fiera medievale dovrebbe datare dall’XI° secolo, periodo di risveglio e di rinascita economica e sociale, che ebbe inizio alla cessazione delle invasioni barbariche, dopo la lunga notte dell’Alto Medioevo. Assumono allora importanza le piazze, legate ai mercati, e le strade connesse ai principali pellegrinaggi della cristianità, come ad esempio quello verso Roma o verso Gerusalemme e soprattutto verso Santiago de Compostela. 

Lungo questi percorsi dei pellegrini erano dislocati centri urbani-luoghi di culto, ognuno con la sua Feria, coincidente con una festa liturgica, a cui partecipavano i mercanti provenienti con le loro merci anche da Paesi lontanissimi.

I pellegrini verso Santiago di Compostela (Spagna)

I pellegrini in viaggio erano ben distinguibili. Il loro abbigliamento, infatti, era costituito da un cappello a larga falda che riparava dal sole, da un bastone che aiutava nel cammino e, a tracolla, da una bisaccia. I pellegrini verso Santiago erano riconoscibili dalla conchiglia appuntata al cappello.

Le mete preferite erano le cosiddette città sante:

  • Santiago de Compostela (Spagna) dove si conservava e si venerava il sepolcro di San Giacomo;
  • Roma, dove si conservava e si venerava la tomba di San Pietro, primo Papa della Chiesa cattolica;
  • Gerusalemme, città santa per eccellenza, dove si conservava e si venerava il sepolcro di Cristo.

Famosa rimane ancora oggi la Via Francigena da Canterbury a Roma

Lungo le grandi vie battute dai pellegrini sorgevano ospizi, santuari ed oratori. Questi itinerari divennero ben presto le rotte preferite di intensi scambi commerciali.

Nacque così la Fiera intorno al Mille con una funzione puramente commerciale, ma fin dalle sue origini offrì subito un’immagine festosa di grande mercato: uno spettacolo di colori, di suoni, di richiami, di folla vociante e rumorosa. Fra tutti primeggiavano i mercanti imbonitori, cioè i venditori dotati di un fascino magnetico: fantasia, mimica, fluidità di parola che incantavano un pubblico curioso e spesso ingenuo.
Le fiere, pertanto, costituivano anche uno straordinario palcoscenico naturale, sul quale si inserirono poco a poco anche gli artisti ambulanti e girovaghi, che hanno sempre caratterizzato con i loro giochi e spettacoli la Fiera tradizionale.
La Fiera ha sempre rappresentato il trionfo della parola, del teatro, delle abilità umane, fisiche e intellettive, mentre il Luna Park, che nascerà dopo il 1950 per evoluzione dalla Fiera, sfrutterà l’immagine e rappresenterà il trionfo della macchina.

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