Museo e territorio

Qui, nell’Alto Polesine, esattamente a Bergantino, è nato nel 1999 il “Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare”. Il Museo trova le sue ragioni di essere proprio nella storia del paese, legato da molti decenni alla tradizione dello spettacolo viaggiante e al mondo della Fiera e del Luna Park. Se volete seguirci, vi raccontiamo una bella storia, coinvolgente e a lieto fine.

IL POLESINE – Provincia di Rovigo

Protagonista di questa storia è certo la giostra. Cos’è la giostra per l’Alto Polesine?

Le giostre qui nascono nelle cosiddette “fabbriche dei sogni”. Così i giornalisti definiscono le industrie altopolesane che producono le più vertiginose e adrenaliniche attrazioni, destinate ai parchi di tutto il mondo. La Giostra, dunque, in Alto Polesine, oltre ad essere strumento di divertimento, è soprattutto un prodotto d’eccellenza di carattere economico, culturale e artistico, fonte di lavoro e di benessere sociale. Nasce qui, infatti, un vero Distretto Industriale di produzione di giostre della più avanzata tecnologia, che rappresenta un’avanguardia italiana, conosciuta nei più importanti mercati internazionali. Nasce, di conseguenza, a Bergantino anche un museo originale e unico in Italia dedicato proprio alla giostra, simbolo dell’affascinante mondo dello spettacolo viaggiante, che merita di essere meglio conosciuto nella sua vera identità e dignità.

“Bergantino Centro della Giostra”, così viene salutato l’autista frettoloso dal cartello stradale posto all’inizio dell’abitato. Quella qualifica “Centro della Giostra”, è ormai parte integrante del nome del paese e nobilita le sue oscure origini storiche di terra di alluvioni e di emigranti.

Panorama di Bergantino , definito dai giornalisti “Paese dei balocchi”.

Panorama di Bergantino , definito dai giornalisti “Paese dei balocchi”.

Oggi, la Giostra è qui un enorme personaggio vivo, anche se fatto solo di legno, acciaio e fili elettrici, con tutti i suoi tentacoli, con tutto il suo fascino e le sue vicende che attraversano i secoli. Un personaggio vivo e fonte di vita.

Si può parlare di una “rivoluzione socio-economica e culturale” in Alto Polesine?

Si. Infatti è un ricordo ben lontano l’immagine di un Polesine come terra della fame e della miseria a causa di disastrose alluvioni e di dolorose emigrazioni, considerate allora come unica soluzione al problema della fame. Oggi quelle miserevoli condizioni di vita appartengono solo alla storia di un lontano passato.
Questo piccolo angolo di Polesine, infatti, proprio per mezzo della giostra ha saputo riscattarsi da una secolare depressione economica, in un modo del tutto originale per una comunità contadina legata alla propria terra ed estranea alla vita nomade della piazza: miracoli della fame che talvolta trova soluzioni impensabili.

La società contadina polesana in passato legava la sua vita al fiume Po nella buona e nella cattiva sorte. Gli anziani hanno ancora nella memoria i canti e i tonfi cadenzati delle lavandaie a Po. Nella loro mente rivedono ancora sulle rive del fiume, tra la nebbia, le smunte figure degli scarriolanti, intenti alla riparazione degli argini devastati dalle alluvioni.

Come è nata e si è radicata l’idea della giostra in questo ambiente contadino?

C’era una volta… così si potrebbe cominciare. Eravamo nel periodo della famigerata crisi economica del ’29, disastrosa a livello internazionale e tragica nel già bersagliato Polesine. Protagonisti della nostra storia sono due geniali personaggi di Bergantino, due meccanici di biciclette, Umberto Bacchiega e Umberto Favalli, che in una fiera paesana ebbero occasione di vedere la prima giostra elettrificata, costituita da una pista ovale di 40 metri di lunghezza su cui correvano automobiline mosse da motore elettrico: era la prima autopista che riproduceva in piccolo, ad uso famiglia, il Circuito di Monza, appena inaugurato nel 1922.

Interno dell’Autopista incontrata dagli amici Bacchiega e Favalli

L’elettricità era entrata nei Parchi divertimenti. La prima Autopista costruita in Italia nel 1926 da Cesare Pelucchi e da Ermanno Drouet. La giostra ottenne un successo strepitoso, tanto che venne subito definita “gioiello dei divertimenti”: ormai era l’automobile, non più il cavallo, l’oggetto dei desideri e dei sogni degli Italiani.

Esterno dell’Autopista - Autodromo / Le giostre, da sempre specchio di una società e del loro tempo, non potevano ignorare l’entusiasmo suscitato dalle corse automobilistiche, e divennero, perciò, autopiste monumentali dotate di tante piccole vetture motorizzate: era la più grande attrazione delle piazze.

Ecco allora che moltissime persone, prese da stupore, accorrevano alla giostra con i soldi in mano, prendendo d’assalto quelle attraenti vetturette sulle quali essi sognavano di essere tanti Ascari e Nuvolari: tanta era la voglia di macchina, in un tempo in cui era solo appannaggio dei ricchi! I due meccanici di biciclette, sorpresi e colpiti dal guadagno immediato e dai contanti che affluivano copiosi nella cassa del gestore, si sentirono illuminati da quella giostra, che appariva come una vera fabbrica di soldi! Solo quella giostra poteva risolvere i loro problemi economici ed essere nel contempo un’allettante alternativa all’emigrazione definitiva in Paesi stranieri in cerca di fortuna.
Mettendo insieme le loro risorse economiche, umane e professionali, i due amici con grande impegno riprodussero quell’Autopista della speranza, destinata a cambiare la loro vita e quella di un’intera comunità.

I due pionieri dello Spettacolo Viaggiante di Bergantino

Con l’amico Favalli – raccontò Bacchiega a un giornalista- lavorammo quasi un anno intero per esordire nella nostra nuova attività proprio a Bergantino il 24 aprile 1929, giorno della Fiera di San Giorgio, e per partire poi in maggio per la prima tournée con tappa iniziale a Novellara di Reggio Emilia. Ricordo come oggi quel primo viaggio: eravamo tutti emozionati, felici e pieni di speranze.

Cartolina di Bergantino negli Anni Venti del ‘900

Ecco la piazza di Bergantino, dove il 24 aprile 1929 Bacchiega e Favalli presentarono con orgoglio ai compaesani la loro sorprendente creazione. Fu un successo clamoroso, ma nessuno allora poteva immaginare che quell’Autopista, nata casualmente e per il divertimento, sarebbe stata causa di uno stravolgimento positivo della vita di tutta la comunità altopolesana.

Quanti compaesani seguirono i due meccanici di biciclette nella nuova attività?

Bacchiega e Favalli furono d’esempio per oltre cento famiglie di compaesani che nel tempo si inserirono nel mondo delle giostre sulle orme dei pionieri, inseguendo un sogno di riscatto dalla loro miseria. Oggi gli spettacolisti di Bergantino, conosciuti nell’ambiente delle fiere con il nome di “Bergantini”, costituiscono gruppi professionali che viaggiano ancora per necessità di lavoro e non per una vocazione alla vita nomade. Il paese d’origine rimane per loro un punto di riferimento affettivo e un porto sicuro, ma nello stesso tempo essi non nascondono di essere stati conquistati dal fascino del “viaggio”, soprattutto i giovani.
Il paese riconosce ai pionieri grandi meriti per aver aperto la strada sia allo spettacolo viaggiante di Bergantino che alla nascita successiva del Distretto Industriale Veneto della “Giostra in Polesine”.

Zona artigianale industriale della Giostra di Bergantino

Ecco la zona industriale di Bergantino con le sue “fabbriche dei sogni”, che hanno stimolato la fioritura di tante altre aziende nei paesi vicini. Si producono qui giostre della più avanzata tecnologia per un mercato internazionale.

Infatti accanto all’attività itinerante dei giostrai di Bergantino, nell’Alto Polesine si è sviluppata anche un’attività imprenditoriale parallela di costruzione e di commercializzazione di attrazioni per Luna Park. Oggi sono ben 70 le imprese del Distretto impegnate nella produzione di tutto ciò che può servire ad un moderno Luna Park mobile o fisso: dalle attrazioni più vertiginose ai lussuosi caravan dotati di ogni confort e ai più spettacolari fuochi d’artificio. La clientela è la più variegata: proviene da tutta Europa, da vari Paesi dell’Asia, dall’America del Nord e del Sud e dai Paesi arabi. Per i loro acquisti arrivano proprio qui, in Polesine, un tempo terra di scarriolanti, ma oggi centro industriale del divertimento di richiamo internazionale, sia per la qualità che per la varietà dei prodotti offerti.

Esemplari produzioni del Distretto Industriale Polesano della Giostra

Chi ha creato il Museo di Bergantino e per raccontare che cosa?

Il Museo Storico della Giostra è stato istituito nel 1999 dal Comune di Bergantino e dalla Provincia di Rovigo, sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e in collaborazione con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, con il Centro Etnografico di Ferrara e con l’Accademia dei Concordi di Rovigo.
Museo unico nel suo genere in Italia, ha incontrato subito il favore del pubblico, dal quale è stato accolto con entusiastici consensi fin dal suo primo apparire sulla scena del mondo culturale, divenendo meta di un turismo in continua espansione anche in ambito internazionale. E’ un museo che piace perché è nato per tutti, in quanto racconta la storia non solo delle giostre, ma di tutti i giochi e spettacoli della Fiera e del Luna Park dal Medioevo ad oggi, una storia plurisecolare che ci coinvolge tutti e penetra nella vita di ciascuno di noi.

Sicuramente è un museo che ha le sue radici e le sue motivazioni nella realtà socio-economica locale, ma da subito inserisce tale realtà nel millenario percorso storico della Fiera che parte dal Medioevo come grande mercato e arriva fino a noi con tutto il suo carico di spettacoli popolari di piazza, che costituiscono la più bella tradizione della cultura italiana:

  • la Commedia dell’Arte o Teatro delle maschere, che nasce nel 1500,
  • il Teatro dei burattini e delle marionette, che presenta i suoi primi spettacoli nel 1600,
  • il Circo equestre, che nel 1700 dà vita a grandiose rappresentazioni mettendo insieme cavalli e artisti ambulanti della Fiera,
  • il Cinematografo ambulante, che nasce itinerante nelle Fiere per diventare poi il Cinema, cioè un’arte e un’industria,
  • e infine, quasi al termine del lungo viaggio millenario, nella seconda metà dell’800, compaiono nelle fiere le prime Giostre, dapprima semplici giochi di altalene mosse a mano di lontane origini rituali e poi sempre più complesse macchine tecnologiche, che negli anni ’20 del ‘900 i due meccanici di biciclette di Bergantino ebbero la fortuna d’incontrare.
    (Vedi “Percorso museale”)

Ecco dunque che la lunga storia millenaria della Fiera nella sua fase conclusiva del percorso museale si fa cronaca di oggi, diventa un racconto che spiega le ragioni del radicarsi di straordinarie attività di “giostrai” e di inventori di giostre a Bergantino e nel Polesine, eredi e continuatori di una lunga tradizione di fieristi e di esercenti di spettacoli viaggianti.

(Tatiana Modolo – 3° Premio del 1° Concorso Fotografico indetto dal Museo nel 2019) Una foto originale: una Ruota panoramica in costruzione proietta al suolo la sua gigantesca ombra

Emerge al suolo una netta linea di demarcazione che divide due ambienti contrapposti: al di là della linea si estende un vasto campo coltivato, espressione di una società rurale, e al di qua un’area di intense attività industriali. Sul tutto si proietta l’ombra di una colossale giostra la cui immagine acquista un significato artistico e metaforico: essa diventa punto di sintesi di un’evoluzione storica che può riferirsi alla realtà socio-economica altopolesana: da un contesto rurale nasce e si sviluppa un’attività industriale che porta il benessere e l’emancipazione dal bisogno di intere comunità.

In conclusione, più di tante parole, vale la visita di un Museo che è da vedere, da gustare con gli occhi, con la mente e con il cuore; un Museo … perché no? … da rivedere più volte, perché anche al visitatore più “esperto” esso non manca mai di offrire sempre nuovi stimoli, nuove sorprese e nuove emozioni. Ecco, infatti, come il giornalista e scrittore Devis Bellucci esprime le sue impressioni sulla realtà e la poesia delle terre polesane, in un articolo dal titolo: Bergantino, il paese delle Giostre.

D’inverno queste terre polesane, fatte di pioppeti e campi senza fine, diventano ombre rade nella nebbia. Il Po scorre lento tra argini che paiono mura e spezzano un orizzonte piatto, malinconico, che abbraccia vecchie cascine e chiese tutte uguali, nelle loro facciate dai colori caldi. Eppure, proprio quando l’inverno ingrigisce la pianura, la gente di qui libera la propria fantasia e si mette al lavoro nei laboratori. Bisogna creare infatti nuovi sogni prima che arrivi la bella stagione: astronavi, cavalli a dondolo, treni e castelli, per incantare i bambini e regalare emozioni ai giovani. Perché in quest’angolo anonimo dell’Alto Polesine, al confine tra le province di Mantova e Rovigo, si nascondono gli architetti del Paese dei Balocchi. Pertanto, la prossima volta che salite su una giostra, sappiate che potrebbero averla pensata e prodotta loro, gli artigiani della minuscola Bergantino.

Se vuoi saperne di più

Albino Protti

Albino Protti

personaggio geniale, inventore di giostre nuove e sorprendenti

La storia dello spettacolo viaggiante di Bergantino è indubbiamente legata a due uomini, Umberto Bacchiega e Umberto Favalli, due meccanici di biciclette dotati di straordinarie capacità creative e di buone conoscenze di meccanica, acquisite in una Scuola di Arti e Mestieri. Ma c’è un terzo personaggio che, a partire dagli anni ’50, con i primi due forma una miscela esplosiva: Albino Protti. Clicca sull'immagine per approfondire!

Una sbirciatina all’interno di una Sala del Museo

Il visitatore entra qui in un Museo non polveroso e statico, ma vivo e interattivo; un Museo che parla, che suona, che sorprende ed emoziona, dove è consentito girare le manovelle degli strumenti di musica meccanica, consultare PC e azionare organi da fiera. Qui vengono curati servizi didattici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, alle Università Popolari, alle famiglie e all’utenza turistica per la realizzazione di percorsi culturali vari e articolati a seconda dell’età e delle esigenze dei visitatori.

Due cavalli in legno intagliato a mano di un’antica giostra dell’Ottocento, in una sala dedicata alla storia delle giostre, sembrano sorridere festosamente ai visitatori sorpresi.

Lasciamo la conclusione di questa sezione al commento di un colto giornalista:

Bergantino ha le sue discendenze storiche, uomini e donne pieni di passione che hanno saputo mantenere viva la tradizione e la cultura della giostra diffondendola ovunque. Il mio è un invito sincero a lasciarvi coinvolgere tutti in una visita al Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino, dove potete restare estasiati da ciò che siete curiosi di conoscere: la storia dell’uomo, della sua creatività, del suo desiderio di felicità, della sua ansia di conoscere il futuro, del suo bisogno di sopravvivere superando le quotidiane difficoltà della vita, del suo innato bisogno di trascendere la realtà. Il Museo è un gioiellino della Regione Veneto, una delle 20 preziose tessere del mosaico Italia, dove Storia, Arte, Tradizioni e Cultura si intrecciano per diffondere pura emozione.

(Vincenzo Parlavecchio, Membro Onorario della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia & friends).

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