Il ruolo culturale del Cantastorie nella vita sociale attraverso i secoli

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Il giullare del castello medievale (da V.Calvani-A.Giardina, I tempi dell’uomo, vol. II° Mondadori, MI, 1986, p. 104)

Chi era il cantastorie? Da dove veniva?

Il giullare di Corte medievale diventa il cantastorie della piazza.

Il giullare medievale può essere considerato il progenitore di tutta la famiglia degli «artisti di strada»: – cantastorie, giocolieri, saltimbanchi, acrobati – esperti nell’arte di divertire il pubblico con il canto, la musica, la danza, la recitazione.

Dopo il Medioevo i giullari non scomparvero, ma restarono per secoli una presenza familiare nelle piazze e nelle fiere con il nome di cantastorie.

I cantastorie erano dei narratori ambulanti che, a partire dal Medioevo, mille anni fa, andavano di castello in castello, di corte in corte e poi di piazza in piazza raccontando storie di vita vissuta, cronache e leggende e trasformando le loro narrazioni in patrimonio comune.

Per capire quanto importante sia stato il ruolo sociale dei cantastorie, non bisogna guardare al passato con gli occhi del presente, ma occorre calarsi in epoche prive dei mezzi di comunicazione di oggi.

Il cantastorie

E’ nel tardo ‘500 che tra i tanti artisti di piazza si comincia a distinguere con precisione la figura del cantastorie con una sua specifica identità e un suo ruolo sociale ben definito.
Il Cantastorie, l’erede dei giullari e dei menestrelli medievali, era il giornale ambulante e anche cantante di allora, una biblioteca vivente, il propagatore della cultura orale. Era la radio, la televisione, internet di un passato non lontano.

Un tempo il cantastorie fu tra i protagonisti della vita quotidiana di un paese. Vi era tanta gente che accorreva per ascoltare dalla sua viva voce le notizie del giorno, fatti delittuosi, avvenimenti realmente accaduti, storie fantastiche illustrate su grandi tabelloni che rendevano visibili la scienza per un pubblico per lo più analfabeta.

Nella prima metà del Novecento, quando le numerose stalle della società contadina erano luogo d’incontro e di relazioni sociali attraverso il cosiddetto Filò, lì erano spesso ospiti gli ultimi cantastorie che raccontavano a puntate storie misteriose, leggende piene di streghe, orchi e demoni. Nei tempi successivi, nulla sostituì il Filò nella vita di relazione sociale e anche il cantastorie divenne storia.

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