Il regno dei dolci

Il Parco dei divertimenti è sempre stato anche il regno dei dolci, il regno festoso dei golosi, ragazzi o adulti che fossero.

Per il fatto stesso di essere cibi di piacere, beni voluttuari, anche i dolciumi ben rappresentavano la straordinarietà della festa. La gastronomia in fiera offriva su bancarelle zucchero filato, dolci fritti, ciambelle, frutta secca e candita, tanto torrone e dolciumi di varie forme, ma l’elemento spettacolare era garantito dai colori, dagli odori, ma soprattutto dalla preparazione di tali alimenti, che spesso avveniva direttamente sulla piazza, mettendo in mostra quasi teatralmente l’esperienza e la perizia del venditore. Il venditore di dolci, infatti, era contemporaneamente anche l’abile artigiano che li produceva e la sua baracca di vendita era anche il suo laboratorio.

Ecco alcune immagini storiche che presentano quadretti di vita del fantastico mondo della Fiera.

La preparazione del “Tiramolla”

Fino agli Anni Sessanta era ancora facile incontrare nelle Fiere qualcuno che produceva in pubblico il “Tiramolla” e le conseguenti caramelle di zucchero. Erano caramelle a righe colorate che venivano vendute fragranti e ancora leggermente tiepide.

Preparazione manuale del croccante e delle mandorle alla perlina

Bancarella dei dolciumi negli anni Quaranta del ‘900

Montagne di stecche di torrone bianco o rivestito di cioccolata fanno bella mostra sul banco. Quello dei Bossi è uno dei marchi più antichi e prestigiosi che si ricordino. Il cognome è quello di una famiglia piemontese, appunto di torronai, che dal 1926 scese anno dopo anno dalla lontana sua regione, attraverso le più importanti Fiere dell’Italia Settentrionale, fino alla Fiera di Santa Caterina di Udine nel mese di novembre.

Il rinomato banco dei dolci dei Beltrame–Bossi negli anni ‘40 del ‘900

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