Le arti divinatorie

Presenti sempre, in tutte le civiltà del pianeta

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L’uomo di tutti i tempi ha sempre cercato un contatto con le divinità per avere favori o consigli attraverso indovini, profeti, oracoli, sciamani, veggenti, astrologi.
Le civiltà antiche credevano che gli dei avessero potere sul mondo e su tutti gli uomini e che solo gli indovini fossero capaci di interpretare la volontà degli dei e di poter così prevedere l’avvenire degli uomini.

Alla base dei problemi esistenziali dell’uomo di tutti i tempi sta principalmente un sentimento di insicurezza sul suo divenire verso un futuro sconosciuto: la paura dell’ignoto l’accompagna dalla nascita.

La divinazione, quindi, comprende tutte le pratiche per ottenere informazioni da fonti soprannaturali. Risponde ad una delle esigenze umane primitive e sempre presenti: conoscere il futuro e l’ignoto.

(illustrazione di Heinrich Lentemann)

L’oracolo di Delfi, il più famoso santuario di Apollo dell’antica Grecia

A Delfi, nella cella del tempio, davanti alla statua di Apollo, bruciava un fuoco perenne. Infatti al centro del pavimento si apriva una crepa da cui si sprigionavano vapori, di origine vulcanica, capaci di indurre una specie di trance. Al di sopra di questa crepa sedeva la sacerdotessa, chiamata Pizia, che dava i suoi responsi privati e pubblici a folle di fedeli nel nome del dio Apollo.
Famoso è il responso che ricevette Socrate: “Uomo, conosci te stesso e conoscerai gli dei e l’universo”.

L’aruspicina, una branca dell’arte divinatoria, nella Roma antica

Le pratiche divinatorie erano e sono molteplici, alcune in uso solo nell’antichità e si trovano ormai sepolte nel passato, come la lettura delle viscere degli animali sacrificati (aruspicina) per trarne segni divini e norme di condotta. Se tali viscere, ad esempio, assumevano una forma che ricordava il volto del terribile demone Humbaba, il sacerdote traeva funesti presagi.

Il volto del mitico demone Humbaba che possedeva un occhio pietrificante

Antro della Sibilla Cumana presso Napoli e i suoi vaticini “sibillini”.

Durante l’Impero Romano, famosa era la Sibilla Cumana, che svolgeva la sua attività oracolare nei pressi del Lago d’Averno, vicino a Pozzuoli, in una caverna conosciuta come “Antro della Sibilla”.
Nel suo antro la sacerdotessa, ispirata dal dio Apollo, trascriveva i suoi vaticini su foglie di palma che, alla fine della predizione, erano mischiate dai venti provenienti dalle cento aperture dell’antro, rendendo i vaticini di ambigua interpretazione e quindi “sibillini”.
La Sibilla Cumana è stata uno degli oracoli più conosciuti e consultati del mondo antico, le cui predizioni sono descritte in numerose opere di autori greci e latini. Negli anni ’30 del secolo scorso, una campagna di scavi condotta ad ovest di Napoli, ha portato alla luce la caverna, nota come l’Antro della Sibilla.

Nel Medioevo il declino delle pratiche divinatorie

Con l’avvento del Cristianesimo le pratiche divinatorie pagane e i templi oracolari vennero progressivamente abbandonati. Nel Medioevo, a partire dal XIII secolo, durante il periodo della Santa Inquisizione, gli indovini, al pari degli stregoni, venivano giudicati eretici, scomunicati e, soprattutto nel periodo della caccia alle streghe, condannati a morte sul rogo.

Gli indovini nell’ Inferno dantesco

Nel 20° canto dell’InfernoDante, in epoca cristiana, punisce gli indovini. La loro pena è di avere il capo irrimediabilmente volto al contrario: «Vollero veder troppo avante” e ora sono costretti a guardare solo indietro.

(Miniatura di Priamo della Quercia da un manoscritto della Divina Commedia conservato nella British Library)

Chiromanzia, molto in voga nel passato

Nonostante i divieti, nulla ha potuto cancellare del tutto la curiosità innat dell’uomo nel cercare in ogni modo ciò che non conosce. Negli ultimi due secoli le pratiche divinatorie sono divenute sempre più popolari. La lettura della mano da parte di zingare, il gioco dei tarocchi e gli oroscopi si sono sempre più velocemente diffusi soprattutto nelle fiere.

Pianetino della fortuna

In questo modo, la divinazione ha trovato un suo spazio anche nelle piazze della Fiera, dove, per secoli, la povera gente, che aspirava al benessere e alla giustizia sociale, trovava conforto solo nell’evasione del sogno, offerto da un pianetino della fortuna o da un oroscopo, ricco di allettanti promesse.

La bocca della verità

Nel moderno Luna Park ipertecnologico, anche il ricorso all’oroscopo si è meccanizzato. Basta inserire una moneta da 1 euro nella Bocca della Verità, appoggiare la mano sulla sagoma indicata in alto ed ecco uscire un foglietto con “tutta la verità” sull’amore, la salute, il sesso e il lavoro.

La cartomanzia

Oggi non ci sono più le streghe e le zingare di una volta, ma astrologi, cartomanti e veggenti che non conoscono crisi: secondo il Codacons ben 18 milioni di italiani si rivolgono al mondo dell’occulto, almeno una volta all’anno a costi da capogiro. Non c’è giornale né rete televisiva che non riservi il quotidiano spazio all’oroscopo.

L’astrologia: il desiderio profondo dell’uomo di conoscere il proprio destino, il bisogno di trascendere la realtà e di raggiungere la felicità

L’astrologia è un’arte divinatoria tanto antica quanto controversa. Le prime testimonianze risalgono a molti millenni fa, in Mesopotamia presso i Babilonesi che furono gli iniziatori degli studi astrologici e i primi a credere in un influsso dei movimenti degli astri sul destino degli uomini. Secoli di progresso scientifico, però, non ne hanno intaccato il fascino e diminuito l’interesse: milioni di persone si affidano ancora alle presunte capacità degli astrologi di prevedere eventi futuri. Altri milioni di persone pensano, al contrario, che ad ogni nostra azione corrisponda sempre una reazione e quindi il nostro futuro è sempre e comunque il risultato di nostre scelte impostate nel passato e quindi siamo noi, in definitiva, gli stessi artefici del nostro futuro.

Ci sono credenti e non credenti, ma, nonostante tutto, il desiderio dell’uomo di conoscere il proprio destino rimane oggi, come sempre, immutato.

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