Il territorio
Perché proprio a Bergantino un Museo dedicato alla Giostra?
Per rispondere occorre conoscere il territorio e la sua storia. Il territorio. All’estremità occidentale della provincia di Rovigo, l’alto Polesine, di cui Bergantino fa parte, si incunea tra le province di Verona, Mantova e Ferrara. Si tratta dunque di un territorio di confine, che nel corso dei secoli ha sviluppato alcune tipiche particolarità. Da una parte, i suoi abitanti, lontani dai centri amministrativi del potere, hanno spesso goduto di una certa autonomia, sviluppando un particolare spirito di intraprendenza e di libera iniziativa. Dall’altra parte, essi si sono abituati a frequenti contatti con comunità, dialetti, tradizioni e modi di vivere diversi e se ne sono arricchiti.

La storia. Tutto però ebbe inizio nel 1929, l’anno della grande crisi mondiale. Bergantino subì in pieno la situazione economica precaria di quegli anni. Moltissime famiglie erano ridotte sul lastrico, al punto da patire letteralmente la fame. C’era chi tentava di sopravvivere con qualche piccolo commercio, per cercare di raggiungere, quasi sempre inutilmente, un livello di vita meno disumano. Di fronte a questo quadro disarmante, l’unica soluzione percorribile apparve a molti l’emigrazione. Su questo clima si innesta la storia dei primi spettacolisti itineranti di Bergantino, come Umberto Bacchiega (1880-1965) ed Umberto Favalli (1891-1983), in origine meccanici di biciclette.

Anche per loro il lavoro era scarso, i pagamenti dei clienti assai dilazionati. E così, quando videro, per la prima volta, una giostra, notarono subito che chi vi saliva pagava in contanti, e che il giostraio, alla fine della giornata, tanti o pochi, aveva sempre un po’ di soldi a disposizione. Bacchiega e Favalli unirono allora le loro speranze, le poche risorse economiche, le loro conoscenze e le capacità. Nell'aprile del 1929, alla tradizionale fiera paesana locale, presentarono un'autopista costruita in maniera artigianale: fu un successo strepitoso.

Confortati da tale consenso, i due pionieri del viaggio partirono in una nuova avventura: nacque proprio da loro la storia degli spettacolisti itineranti e dei costruttori di giostre di Bergantino. Negli anni Trenta del Novecento, furono una decina le famiglie di bergantinesi che seguirono Bacchiega e Favalli sulle piazze, nel viaggio, inventandosi una forma di emigrazione stagionale che permetteva loro di non perdere i contatti con le loro origini paesane. Fra loro vi fu anche colui che diventò il vero e proprio pioniere dei costruttori di giostre: Albino Protti.

A partire dal secondo dopoguerra, in particolare dagli anni Cinquanta, furono ancor più numerose le famiglie di bergantinesi ad intraprendere l’attività di esercenti di spettacoli viaggianti. In un ventennio esse superarono il centinaio. Un’ampia sala del Museo è dedicata proprio alle loro straordinarie storie di vita.