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La
ricerca del divertimento, del piacere prodotto dalle varie forme
di spettacolo (naturale, sportivo, artistico) è unesigenza
che probabilmente nasce con luomo stesso, perchè introduce
lo straordinario nella vita quotidiana, leccezione nella necessaria
banalità della regola. E la Fiera,
nata nel medioevo intorno al Mille con funzione commerciale, offrì
fin dalle sue origini unimmagine festosa di grande
mercato delle merci, uno spettacolo di colori, di suoni,
di richiami, di folla vociante e rumorosa.
La
Fiera era poi spettacolo di varia umanità:
ombrellai, stagnari, arrotini, ciarlatani, scrivani, sensali, imbroglioni,
ladruncoli, questuanti, ingenui visitatori. Fra tutti primeggiavano
gli imbonitori, cioè
i venditori dotati di un fascino magnetico: fantasia, mimica, fluidità
di parola che incantavano un pubblico curioso e spesso ingenuo.
E pertanto le fiere costituivano anche uno straordinario
palcoscenico naturale sul quale si esibivano compagnie
di guitti, artisti ambulanti e girovaghi, cantastorie, lanternisti,
saltimbanchi, acrobati, teatranti: tutti ugualmente spinti dal bisogno
e quasi mai da libera scelta. Si trattava di poveri diseredati,
disoccupati, costretti ad una dolorosa girandola di invenzioni per
meravigliare il pubblico e sopravvivere.
Fu
allinterno della Fiera mercantile, in questo spazio aperto
allo spettacolo e al divertimento che, accanto a forme di teatro
popolare, si presentarono nel 1700 anche spettacoli di fenomeni
umani, serragli di animali e i primi rudimentali giochi, come altalene
e semplici giostre mosse a mano dalluomo.
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